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costume e libero pensiero


Sessismo ed estremismo islamico, la giornalista non ci sta. Ma il jihadista non andava invitato

Pubblicato da Dora Attubato su 10 Marzo 2015, 08:44am

Tags: #Rima Karak, #jihad, #Onu, #Al Seba'i, #Al Quaeda, #Al Fayed, #rifugiato politico, #Londra, #Harrods, #Egitto

La notizia non è una donna che ha zittito un uomo, ma il fatto che sia stato invitato in tv un condannato a quindici anni di carcere per aver sostenuto la guerra santa in Egitto

Sessismo ed estremismo islamico, la giornalista non ci sta. Ma il jihadista non andava invitato

Bella, bellissima nel suo velo color lavanda che ne accentuava la sensualità, a dispetto dei principi islamici che impongono, paradossalmente, di coprire nuca e capelli proprio per non indurre gli uomini in tentazione. Rima Karak, giornalista libanese, ha dato a tutti una lezione di stile dallo studio della sua emittente, Al-Jaadeed, oscurando un islamista che le aveva intimato di stare zitta in quanto donna. Hani Al Seba’i, opinionista musulmano sunnita, era stato invitato nel programma della anchorwoman per parlare del fenomeno dei foreign fighters, che scelgono di lasciare l'Europa per arruolarsi nelle file dell'esercito dell'Isis. Ma il suo intervento, troppo estemporaneo e con digressioni sui gruppi terroristici degli altri Paesi, Brigate Rosse comprese, è stato cortesemente interrotto da Karak per riportare il discorso al tema principale. L'iniziativa della giornalista non è piaciuta all'islamista, che le ha ordinato di tacere: "Se stai zitta, così posso parlare. Tu sei donna che…". Il resto è cronaca: la conduttrice rivendica rispetto e chiude il collegamento. Il video fa il giro del mondo con due milioni e trecentomila visualizzazioni solo su Youtube e Rima Karak diventa l'eroina dei diritti delle donne musulmane. Lieti che nel Paese dei cedri sia nato un mito, esempio di coraggio e di professionalità, ma non possiamo fare a meno di chiederci il perché sia stato invitato in una trasmissione un teorico dell'Islam radicale, che è stato condannato a quindici anni di carcere con l'accusa di aver fatto parte della jihad in Egitto. Al Seba'i, avvocato e studioso dell'Islam, apparteneva al gruppo al-Jihad, organizzazione vicina ad Al Quaeda, e attualmente vive a Londra come rifugiato politico. Risulta, inoltre, nella lista delle persone messe al bando dalle Nazioni Unite. Eppure, i tentativi di espellerlo delle autorità sono falliti. Tant'è, che è attualmente fondatore e direttore nella capitale inglese del Centro Amlaqureze per gli studi storici. Perché Mohamed Al Fayed, storico proprietario di Harrods per venticinque anni e patron di una squadra nazionale, nonostante abbia fatto progredire un simbolo del commercio britannico, non è mai riuscito, dopo decenni, ad avere la cittadinanza inglese, e un condannato bandito dall'Onu si avvale dello status di rifugiato? Perché per tutti i media del mondo la notizia è la giornalista che zittisce un uomo e non il fatto che una tv araba dia la parola ad un acclarato jihadista? L'Islam dei diritti che vuole dialogare con l'Occidente e condanna l'estremismo e il terrorismo, non dovrebbe bandire i teorizzatori della guerra santa?

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Francesca 03/10/2015 13:26

Il problema non e' che quel folle esaltato misogino estremista islamico non andasse invitato, il problema o anzi la domanda che tutti dovrebbero porsi e':
Perche l'Inghilterra ancora permette a individui simili di rimanere nel suo territorio come rifugiato poplitico, nonostante sia un palese estremista che piu volte ha sostenuto Al Qaeda e che si trova sulla black list dei jihadisti da arrestare in Egitto?

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