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Dorainpoi

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costume e libero pensiero


Niente maggioranza, siamo inglesi

Pubblicato da Dora Attubato su 30 Aprile 2015, 12:15pm

Tags: #Tax-lock, #David e Samantha Cameron, #Ed e Justine Thornton Miliband, #Miceal Bloomberg, #New York, #Londra, #Nigel Farage, #Tory, #Labour, #Regno Unito

La campagna elettorale britannica tra tax-lock e déjà-vu

A sin: David e Samantha Cameron; a destra: Ed e Justine MilibandA sin: David e Samantha Cameron; a destra: Ed e Justine Miliband

A sin: David e Samantha Cameron; a destra: Ed e Justine Miliband

Il sette maggio si avvicina e quasi nessuno ci pensa, tranne gli inglesi che sono in fibrillazione. Le prossime elezioni politiche nel Regno Unito segneranno una svolta: la fine del bipolarismo. Già l'attuale governo è retto da una maggioranza tory-libdem, ma il prossimo non conoscerà precedenti. Lo dicono i sondaggi da settimane e lo confermano nelle ultime ore. I partiti dovranno scendere a patti. E già si profila un appoggio esterno al premier uscente conservatore, David Cameron, da parte dell'antieuropeista Nigel Farage. Insomma, mentre l'Italia dichiara guerra alle larghe intese, l'Inghilterra si prepara alla condivisione del potere. E' che il clima che si respira sembra una riedizione in bella copia di trascorsi elettorali noti e relativamente remoti. Per esempio, l'ultima promessa di Cameron si chiama "tax-lock" e consiste in un quinquennio di congelamento delle tasse e dell'Iva. E già in America storcono il naso. E in casa i Labour parlano di disperazione dei Tory. Ma il Paese ha conosciuto un periodo di grande crescita: il pil è salito del due e cinque per cento e la disoccupazione è scesa del cinque e sei.

A sin, Micheal Bllomberg; a destra, downing streetA sin, Micheal Bllomberg; a destra, downing street

A sin, Micheal Bllomberg; a destra, downing street

E, non è finita. All'orizzonte appare un editore. E che editore. Nientemeno che l'ex sindaco repubblicano di New York, Micheal Bloomberg, che i beninformati danno per candidato sindaco di Londra. L'endorsement a Cameron dell'ex primo cittadino della Grande Mela a capo dell'omonimo impero editoriale non ci riporta indietro? Parla di più posti di lavoro (la sua azienda ha tremila dipendenti solo in Gran Bretagna) e di riduzione della pressione fiscale. Di capelli ne ha, e anche grigi, ma il loden blu è quello. In America non ha abitato nella residenza del sindaco, ma nel suo appartamento privato ed ha appoggiato la rielezione di un presidente democratico. Niente di familiare?

La differenza dovrebbero farla, come sempre, le donne. In questo caso, purtroppo, nessun déjà-vu. Le first lady accompagnano i consorti e ce la mettono tutta: cucinano in pubblico, bloggano ricette, sorridono e incontrano mamme e donne in carriera. Addirittura, Samantha Cameron va agli appuntamenti elettorali da sola, tanto perché due fronti sono meglio di uno. Non sempre funziona, soprattutto se il grado di simpatia è sotto zero. È il caso della moglie di Ed Miliband, Justine Thornton, che, a quanto dicono, sarebbe ancora più antipatica del marito. Ecco trovato, forse, il déjà-vu: stessa corrente ma oltreoceano.

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