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costume e libero pensiero


Selfie sui binari, il brivido del nulla

Pubblicato da Dora Attubato su 10 Giugno 2015, 09:20am

Tags: #Selfie, #binari, #Bassa, #Verona, #Bologna, #Siria, #bungee-jumping, #Facebook, #like, #post

Selfie sui binari, il brivido del nullaSelfie sui binari, il brivido del nulla

Se la mamma dei cretini è sempre incinta, il cretinismo è sempre in evoluzione. Dopo il filone delle pietre dal cavalcavia alle macchine in corsa, le gare con i motori truccati, l'ecstasy prima del bungee jumping, la nuova frontiera del brivido per gli adolescenti è il selfie sui binari, magari all'ora in cui dovrebbe passare il treno. L'allucinante scoperta l'ha fatta la Polizia ferroviaria sulla linea del Brennero tra Bologna e Verona, indagando sui profili Facebook di alcuni graffitari. I post delle immagini sui binari sono decine, ma le forze dell'ordine hanno potuto solo multare i responsabili, tutti minorenni, perché camminare sulle rotaie è vietato, ma non è reato. Dunque, solo sanzioni pecuniarie e tanti interrogativi. Perché gli adolescenti hanno queste spinte masochistiche? Perché, prima di andare a scuola, i pendolari, invece di ripassare la lezione o flirtare con le ragazze, preferiscono sfiorare la morte? Perché il pericolo è più interessante di un concerto, di una partita di calcio, di una serata in discoteca?

Ma non saranno proprio tutti questi interrogativi a portare i i ragazzi sull'orlo del nulla? Troppa filosofia, troppa psicologia, troppe giustificazioni. Il voler cercare una spiegazione a tutti i costi all'idiozia imperante è ancora più deleterio che assecondarla. Quando impareremo a distinguere una bravata da un'abiezione? Se andiamo dall'altra parte del mondo, i coetanei della Siria rischiano, e perdono, la vita per difendere identità e libertà, mentre i ragazzi della Bassa, con il telefonino di ultima generazione, rischiano di morire per gioco. E le ragioni sono sempre da cercare nella famigerata società che si allontana dai giovani, che non li capisce, che non offre loro opportunità? Pensiamo a cosa questi ragazzi racconteranno ai nipotini, se mai ci arriveranno ad averne, viste le premesse. Non saranno proprio i racconti che i nostri nonni facevano a noi: storie di fame e di guerra, dove il brivido era vero e la posta in gioco non era un like in più su Facebook.

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Demostene 06/11/2015 01:00

Uno spunto di cronaca utilizzato magistralmente

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