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costume e libero pensiero


Il neo di Omero

Pubblicato da Dorainpoi su 7 Luglio 2016, 18:01pm

Tags: #Baricco, #Solarino, #Romaeuropa, #Ulisse, #Troia, #Palamede, #Omero, #Palatino, #Veaute, #Achille

Ref, Baricco racconta la verità sulla guerra di Troia

A sin. il presidente di Ref, Monique Veaute; a dx, Baricco e Solarino durante lo spettacoloA sin. il presidente di Ref, Monique Veaute; a dx, Baricco e Solarino durante lo spettacolo

A sin. il presidente di Ref, Monique Veaute; a dx, Baricco e Solarino durante lo spettacolo

Che Ulisse avesse un ego smisurato e che non eccellesse nell'uso delle armi, bensì in astuzia, lo sapevamo. Che avesse preso Troia con l'inganno e non con una strategia militare, non era un segreto per nessuno. Che si fosse macchiato di fuoco amico, non ci era noto. A uccidere il mito nella suggestiva cornice dello stadio di Domiziano al Palatino di Roma è nientemeno che Alessandro Baricco, il quale si affida a Filostrato per raccontare quella verità che Omero avrebbe omesso per volere dell'anima dello stesso Ulisse, che racconta al presunto autore dell'Iliade tutta la storia della guerra di Troia. Una storia in cui entra da protagonista un eroe acheo di nome Palamede, il più bello e il più intelligente di tutti, che avrebbe sottratto per l'eternità all'eroe dell'Odissea lo scettro dell'arguzia. Nella guerra tra l'intelligenza e l'astuzia, vince la seconda. Ulisse convince Agamennone che Palamede è un traditore e se ne libera facendolo condannare, da innocente, alla lapidazione. Valeria Solarino, nei panni dello sventurato guerriero acheo, interpreta magistralmente l'accorata autodifesa di Palamede, lucida e minuziosa, davanti al tribunale di guerra dei greci. Il monologo, tratto dal testo del sofista Gorgia da Lentini, evidenzia le qualità eccelse dell'eroe dimenticato da Omero. Lo spettacolo, inserito nella rassegna estiva della fondazione Romaeuropa Festival, nasce dall'amore per la verità, dalla voglia di smitizzare un mito, o dalla guerra ai falsi miti? Il presidente di Ref, Monique Veaute, dice: "Tanto, il mio preferito era Achille…"

Eppure, non l'epica, ma la storia, ci dice spesso che è la menzogna a prevalere nelle decisioni cruciali. I destini non dipendono dalla verità. Dunque, Baricco ci delude o ci intriga quando, nel presentare la figura di Palamede, dice: "Ho scoperto che Ulisse era una m...da"? O, peggio, l'infamia di Odisseo ai danni dell'eroe giusto, non ne accresce la fama ai nostri occhi? Nell'eterna lotta tra il bene e il male, non è il cattivo, con le sue insicurezze (le nostre), a suscitare una certa simpatia, seppure latente e inconscia?

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